Raccolta di Favaro del 14 settembre 2014 spostata presso il Centro Raccolta dell’Ospedale di Mestre

Volantino Uscita Settembre 2014

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Il Senato ripristina il valore ai fini pensionistici della donazione di sangue

È stato approvato ieri pomeriggio dal Senato l’emendamento che estende la definizione di “prestazione effettiva di lavoro” anche alle assenze per la donazione di sangue ed emocomponenti. Tali permessi, infatti, con la riforma Fornero del 2011 erano stati esclusi dal computo complessivo delle giornate lavorative dei dipendenti intenzionati a usufruire della pensione anticipata.

«Siamo soddisfatti per questo importante obiettivo conseguito e siamo fiduciosi che anche la Camera dei Deputati saprà esprimersi in modo analogo» – commentano i Presidenti Nazionali di AVIS, Vincenzo Saturni, FIDAS, Aldo Ozino Caligaris, FRATRES, Luigi Cardini e il Delegato Sangue della Croce Rossa Italiana, Maria Teresa Letta.

Questo risultato è il frutto delle costanti e ormai consolidate relazioni con le Istituzioni nazionali e giunge al termine di un’attenta e scrupolosa opera di vigilanza sul dibattito politico e sul percorso parlamentare che si sono sviluppati nelle ultime settimane su tale argomento.

Dopo l’approvazione alla Camera, l’emendamento ristabilirà quanto già indicato dalla legge n. 219/05, che all’articolo 8 comma 1 prevede il riconoscimento della retribuzione e dei contributi per la giornata in cui si effettua la donazione. La stessa legge individua i donatori di sangue come operatori sanitari che concorrono al raggiungimento di un obiettivo fondamentale per il nostro Paese: l’autosufficienza di sangue, emocomponenti e medicinali plasmaderivati.

Siamo quindi felici che lo Stato italiano abbia voluto ribadire, attraverso la votazione dei giorni scorsi, il grande ruolo di tutti quei donatori che, in modo gratuito, continuo, periodico, volontario e anonimo, compiono un gesto di grande valore civico, etico e morale.

 
 FONTE   Avis Nazionale

Il riposo post-trasfusionale

Nell’ultimo anno si sono moltiplicate le segnalazioni di Nostri soci donatori che vedono ostacolata la loro volontà di recasi a donare sangue o plasma nei giorni lavorativi infrasettimanali. Non è possibile disquisire sui singoli episodi ma vorremmo contribuire a fare chiarezza sulla questione.

Aspetti giuridici: la legge 219/05 e la legge 251/05 stabiliscono che i donatori di sangue e di emocomponenti hanno il diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuavano la donazione conservando la normale retribuzione e i contributi per la pensione accreditati figurativamente.

Aspetti sanitari: ogni giorno in Italia vengono utilizzate quasi 10.000 sacche di sangue per trattamenti medici programmati o in urgenza. Il sangue raccolto deve essere rapidamente trasportato, analizzato ed eventualmente scomposto nelle sue varie parti e questo non può essere fatto che quotidianamente per evidenti problemi di tempistica non contingibile, aspetti logistici e di impiego delle risorse tecniche e umane. Questo grande utilizzo di sangue e suoi componenti obbliga a raccoglierlo e conservarlo seguendo un’accurata programmazione e impegnando i donatori durante tutto l’arco della settimana. La raccolta prefestiva e festiva (circa il 12% del totale annuo in Veneto) è onere quasi completamente a carico dell’Avis ma non può che integrare e mai sostituire l’attività svolta dalle strutture sanitarie pubbliche.

Aspetti scientifici: al donatore vengono prelevati 450 cc di sangue o 600 cc di plasma (la sola parte liquida). Queste perdite vengono recuperate nel giorno di 6-8 ore per quanto riguarda liquidi e sali e di alcune settimane per quanto riguarda globuli, piastrine e proteine. Nell’intervallo di recupero dei liquidi e dei sali, l’organismo può andare incontro ad abbassamento della pressione, vertigini e malesseri che possono essere pericolosi specie se il lavoratore si trova in ambienti non climatizzati e si sottopone a sforzi prolungati e intensi. Questa è la motivazione per cui è stato introdotto il diritto al riposo post-trasfusionale.

 Aspetti di prassi: in Veneto il numero di donatori di sangue corrisponde a circa a circa il 5% della popolazione attiva, il numero medio di donazioni per anno fatte da un donatore è 1,77 e il riposo post-trasfusionale infrasettimanale è stimato essere utilizzato da meno del 20% dei donatori. Quindi, non si tratta di numeri insostenibili…

Infine, esiste un senso di responsabilità e di etica del lavoratore-donatore che lo deve indirizzare comunque a tener sempre in debito conto le esigenze di organizzazione e programmazione del lavoro. L’invito è quello di non penalizzare od ostacolare il lavoratore-donatore. Il suo gesto di altruismo e solidarietà è necessario per curare gli ammalati e il riposo previsto non è un privilegio ma copre esattamente il periodo necessario per il recupero fisico, tutelandoci da eventuali incidenti e problemi.

Fonte: Avis Regionale Veneto

Variazioni esami per i donatori

Avvisiamo i gentili donatori che, a causa dell’adeguamento dei profili analisi sulle donazioni di sangue, plasma e piastrine, alcuni accertamenti finora eseguiti ad ogni donazione (creatinina, glicemia, proteine totali, colesterolo) verranno eseguiti una volta all’anno, completati di elettroforesi proteica, ferritinemia e trigliceridi, pt-ptt per l’aferesi.

Le rimanenti analisi rimangono invariate.

Crisi delle donazioni

Si riportano alcune osservazioni lette dalla stampa.

In Italia, il crescente numero di anziani -determinato da una popolazione sempre più longeva- rischia di far aumentare il fabbisogno di sangue oltre il limite dell’autosufficienza. Per questo motivo, il Servizio Sanitario Pubblico ha bisogno di sangue giovane e sempre più ne avrà in futuro: nel prossimo decennio il reperimento di nuovi donatori e l’incremento del numero di donazioni sarà una priorità per il sistema trasfusionale italiano.

Nella maggior parte dei casi le donazioni provengono da quei donatori volontari, periodici, anonimi, responsabili e non remunerati che rappresentano un vero patrimonio per il Sistema Sanitario Nazionale. Ma l’equilibrio italiano è fragile e poggia principalmente sulla popolazione delle regioni settentrionali. Infatti, territorialmente, le unità di sangue raccolte sono più numerose al Nord-Est, seguito da Nord-Ovest, quindi Centro, Isole e Sud. Demograficamente, il contributo principale deriva dai donatori compresi nella fascia d’età tra 30 e 55 anni, maschi e italiani.

Alla contrazione influiscono anche il momento storico e la congiuntura economica in quanto la popolazione più debole, non solo sotto l’aspetto sanitario ma anche sociale ed economico, ha minor attitudine alla donazione: in altre parole, chi è fuori dal mondo del lavoro non si sente in condizione di poter donare; non è un caso che i donatori occupati rappresentino i tre quarti del totale.

E’ necessario invertire la tendenza sensibilizzando maggiormente le giovani generazioni, le donne e gli immigrati, magari facendo leva anche sul bisogno di controllare il proprio stato di salute.

Destina il 5 per mille dell’IRPEF ad AVIS

Anche quest’anno puoi donare alla nostra Associazione il 5 per mille sulla tua dichiarazione dei redditi (730/Unico) o sul modello allegato al CUD.

L’importo ottenuto sarà utilizzato per l’allestimento della nostra autoemoteca per la raccolta di sangue nella provincia di Venezia.

 

Il codice fiscale da indicare sul modulo è: 90018030271.